La realtà virtuale (VR) è uno strumento complementare alla psicoterapia tradizionale, con evidenze di efficacia supportate da oltre 30 anni di ricerca scientifica.
È uno strumento innovativo che consente al terapeuta di pianificare una maggiore personalizzazione del percorso di cura, in base alle esigenze e difficoltà specifiche del paziente.
Tale tecnologia prevede l’utilizzo di visori 3D collegati ad un software programmato per fornire diverse ambientazioni finalizzate a far immergere ed esporre il paziente a stimoli fobici che creano disagio significativo nella vita del paziente stesso.
I vantaggi dell’uso della realtà virtuale
La VR, come evidenziato da numerosi studi (Riva et al, 2016; Maples-Keller, J. L., et al., 2017; Fodor et al., 2018) rispetto ai metodi tradizionali (es. l’esposizione immaginativa o in vivo), presenta molti vantaggi:
- Facilita il processo di immersione per chi presenta difficoltà di natura immaginativa;
- Offre un livello di efficacia clinica maggiore rispetto alla tradizionale tecnica di esposizione immaginativa;
- Riduce tempi e costi logistici/economici associati all’esposizione in vivo (come per la paura di volare o la paura di effettuare una risonanza magnetica);
- Permette di innescare risposte corporee simili a quelle che si presenterebbero durante un’esposizione in vivo, senza, tuttavia, il bisogno di essere inserito in uno scenario reale ad alto rischio;
- Rappresenta uno strumento intermedio tra l’esposizione immaginativa e l’esposizione in vivo, così da garantire una maggiore gradualità di esposizione;
- Favorisce un’esposizione continuativa grazie all’accessibilità di tali scenari attraverso l’uso di uno smartphone.
L’obiettivo dell’intervento è attivare e modificare le risposte di paura associate ad uno stimolo, così da favorire la costruzione di nuovi significati e facilitare l’elaborazione emotiva.
Disturbi trattati
Le fobie specifiche (SP) sono tra i disturbi più studiati nell’ambito di interventi basati sulla realtà virtuale.
Infatti, gli effetti più significativi si sono osservati sulla paura di volare, l’acrofobia, l’aracnofobia, la paura di guidare, l’ansia sociale (nello specifico ansia scolastica e ansia di parlare in pubblico).
Altri disturbi su cui si sono osservati significativi cambiamenti attraverso la tecnologia VR sono Disturbo di panico e agorafobia, Disturbo della nutrizione e alimentazione (in particolare per il disturbo dell’immagine corporea).
Efficacia
Ciò che si osserva dagli studi evidence-based è:
- una maggiore riduzione dei sintomi fobici (palpitazioni cardiache, sudorazione, sensazione di soffocamento, vertigini, disturbi gastrici e urinari, nausea, spossatezza pensieri automatici negativi, paura di morire) (Gorini et al, 2008; Parsons, 2008);
- un importante cambiamento comportamentale (es., diminuzione dell’evitamento)
- un mantenimento degli effetti funzionali dopo 3 anni dal trattamento.