Nel corso della mia carriera formativa e professionale ho acquisito competenze e abilità cliniche, continuamente spronata dalla curiosità di comprendere cosa possa significare la parola ben-essere per ciascun essere umano. La definizione di questa parola è molto complessa e sicuramente non riducibile alla sola sfera del sufficiente funzionamento fisico, come requisito necessario per essere in vita.
Durante la mia esperienza professionale, ho avuto modo di osservare come per ognuno di noi il concetto di benessere e il senso stesso di una vita degna di essere vissuta potesse cambiare in modo unico e irripetibile così come lo è ciascuna persona.
Questo è il motivo per cui, a mio parere, è necessaria una formazione specifica e approfondita per studiare le diverse dinamiche della mente e dei comportamenti umani che, a volte, spingono, per difesa e protezione, verso una direzione opposta a quella che la persona considera benessere per sé, fino a mettere in pericolo la vita stessa.
Quando si è dentro ad un dolore è molto difficile comprendere ciò che può davvero esserci d’aiuto per superare una difficoltà e proviamo a fare tutto ciò che istintivamente pensiamo possa aiutarci. Queste strategie, però, notiamo che non sempre funzionano.
Nel percorso di terapia il compito del terapeuta è quello di collaborare con la persona che attivamente e gradualmente mette a fuoco ciò che la ostacola e la affatica per ritrovare un equilibrio personale e relazionale rispetto agli obiettivi e valori a cui dà peso.
L’approccio cognitivo comportamentale lavora e si sofferma sui pensieri, emozioni e comportamenti, partendo dal presupposto che non esistono emozioni o pensieri giusti e sbagliati, veri o falsi; piuttosto ci sono pensieri utili e dannosi che permettono a ciascuno di noi di avvicinarci o allontanarci, pur inconsapevolmente, da scopi di vita importanti, riuscendo, di conseguenza, ad influenzare con estrema forza sia le emozioni sia i comportamenti.
Il pensiero è uno strumento molto potente per il benessere psico-fisico di ognuno di noi.
Per rendere meglio l’idea di tale forza, possiamo paragonare il pensiero all’aria.
L’aria non si vede e quando respiriamo non pensiamo ad essa, eppure è vitale per il nostro funzionamento. Per di più, l’aria può essere più o meno inquinata, ad esempio a seconda che ci si trovi in una città più o meno trafficata, ma noi, nel quotidiano, non riusciremmo a percepirne una differenza sostanziale.
Nonostante ciò, la nostra salute trarrebbe maggiori benefici da un’aria pulita piuttosto che da una inquinata.
Allo stesso modo, i pensieri non si vedono e non sempre siamo consapevoli di quello che diciamo a noi stessi, eppure influenzano di molto il nostro equilibrio. Fanno la differenza. Possono essere più o meno inquinanti o dannosi e anche se, inizialmente, possiamo non percepirne la differenza, perché abituati a “respirare” sempre negli stessi pensieri, la nostra salute psichica e comportamentale trarrebbe maggiori benefici da pensieri più funzionali e meno benefici da quelli disfunzionali, determinando emozioni talvolta molto negative.
Cofondatrice del progetto P.E.T.S. (Psycho Echo Therapy Smart) vinto nel 2020 attraverso il bando regionale PIN – Pugliesi Innovativi, grazie al quale si è realizzata l’apertura del Centro di psicologia Resana
Con la specializzazione di approccio cognitivo comportamentale svolta a Verona, ho approfondito il trattamento di diversi disturbi psicopatologici gestiti attraverso diverse metodologie scientifiche (DBT, EMDR, REBT, Schema Therapy, ACT…) che utilizzo durante i percorsi di psicoterapia individuale con i miei pazienti.
La formazione e l’esperienza professionale in questo campo mi ha permesso di sviluppare e approfondire il potentissimo strumento della comunicazione nei suoi diversi livelli. Tali competenze si sono rivelate importanti risorse professionali utilizzate nell’ambito di:
Il percorso di formazione avvenuto nelle università di Bari e Torino è stato caratterizzato da acquisizione di metodi e tecniche teorico-pratiche grazie alle diverse esperienze di volontariato e tirocinio presso strutture semi-residenziali per persone con diverse disabilità come Alzheimer, Autismo; presso strutture pubbliche in cui si svolgevano psicoterapie di gruppo e individuali, perizie forensi, valutazioni e riabilitazioni cognitive per bambini e adolescenti.